Piccole Belèn crescono

collage               Ti capita una di quelle giornate NO!!

La macchina non parte perché “ca*** è tutto gelato”, ti cascano le chiavi a terra in uno specchio d’acqua e ghiaccio. Passata mezz’ora con l’aiuto di San Silvestro la mia auto parte miracolosamente, nonostante io sia una donna il motore non si ingolfa. Via, direzione università. Squilla il telefono, “ma sto guidando!”. Prendo il cellulare con la mano sinistra mentre la destra resta ferma sul volate, “Pronto!! Huff maledetti touch” non riesco a rispondere perché ho le dita congelate. Richiamerò dopo ora sono di fretta. Arrivata all’università ore 13.30, parcheggio ore 13.47. Mi precipito alla bacheca degli appelli e non trovo il mio esame, corro, salgo scendo mi dispero perché in nessun posto si fa l’esame di Inglese. “Maledizione!” Un ora persa ad importunare segretari, studenti e computer. Risquilla il telefono “PRONTOOO!” Mia sorella mi avvisa che l’esame è stato rimandato a domani, ha cercato anche prima di contattarmi ma non ho risposto! :-O  Sono un fascio di nervi, ma che dico una centralina pronta ad esplodere, quando vedo loro.

Il mio labbro si arriccia e le mie palpebre si dilatano. Due ragazzette in minigonna, anzi meglio dire in girainguine. Le piccole Belèn intellettuali. Con calze 30den. I peletti rizzano fuori come ghiaccioli, battono i piedi a terra per riscaldare quei poveri ditini oramai atrofizzati, aspirano fumo di sigaretta che si mescola al gelo. Mi ripeto di non essere critica, magari queste due sono arrivate direttamente dall’Argentina, ma non posso farne a meno si è attivato in me il “dito da suocera!”

Perché molte ragazze perdono ore davanti allo specchio ad aggiustarsi, pettinarsi e spogliarsi? Non dico che io non lo faccia, ma di certo non c’è Giuliacci che la mattina mi prepara il guardaroba! Siamo così disperate! I ragazzi intanto le ammirano le desiderano, e sperano che Belènita e Belèncita scivolino sul giaccio a gambe all’aria, per vedere se si sono dimenticate anche le mutande!

Diceva la nonna: “Se bella vuoi apparire, devi soffrire” dico io: “Se ridicola vuoi apparire, devi morire, di freddo!”

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