La notte del Focarone e il profumo dei nonni.

 

FOCARONE_2012

Questa notte le stelle sono sulla terra. Da sempre nella notte di “Sant’Antuono” si accendono i focaroni. In una notte buia le colline si punteggiano di innumerevoli fiammelle.  L’antica leggenda narra che servono per indicare il cammino agli angeli.
Ogni quartiere ne organizza uno suo, e noi ragazzi scendiamo giù per fossi e dirupi a tagliare le spine, i rovi secchi, che durante l’estate rinascono verdi e si riempiono di dolcissime more.  Intorno ai fuochi sparano le castagnole e riscaldano patate in carta stagnola. Il vino inebria gli occhi e fa arrossire le guance.
Tradizioni che si ripetono, per accendere e non spegnere mai la speranza, scintille danzanti a ritmo folcloristico. Il fuoco divampa imponente i bambini lo guardano incuriositi, gli anziani si domandano se sia più alto o più basso rispetto ai precedenti.

Aspetto che queste fiamme riscaldino il mio cuore, e il mio ricordo vola a mio nonno. Le sue mani ruvide e il suo sorriso gratuito, le ballate e le risate, l’odore di tabacco. Mi ritrovo bambina, sospesa tra breccia forti, un bacio improvviso punge sulla guancia e uno Oh di meraviglia si rispecchia nei suoi occhi verdi. Il mio angelo stanotte ritroverà il suo cammino.

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