Pioggia e sangue – Labbra affamate Cp.3

Guido aveva sedici anni, solo, alla fermata del bus vide dal ciglio della strada una donna. Portava I capelli legati e un vestito rosso che lasciava le gambe scoperte, freneticamente giocava con la sua catenina appesa al collo. Iniziò a camminare, il sole lo accecava, quando si ritrovò a pochi centimetri da lei. Ipnotizzato da un nasino punteggiato da lentiggini sopra una bocca rossa e carnosa, il ciondolo a forma di cuore poggiava su un seno prosperoso e due occhi color verde bottiglia che lo fissavano. Il cuore gli si gelò in petto, iniziò a sentire le gocce di sudore che gli accarezzavano la schiena, la saliva impastava ogni pensiero e parola. Quel giorno di 10 anni fa Guido era solo un ragazzino e Sally aveva già deciso di rubargli tutto. Lei una donna di ventinove anni, sola, era scappata da casa, aveva abbandonato suo marito e le sue amiche, Sally sapeva di non meritare niente dalla vita, conosceva i suoi problemi psicologici, la sua schizofrenia incontrollabile e le sue insaziabili voglie sessuali. Per due settimane seguì Guido ovunque, lo spiava a casa, alle partite di pallone lo inseguiva fino a scuola, poi in una notte afosa e umida lo raggiunse, gli prese la mano e lo portò in garage, sotto casa sua. Guardava la sua felpa azzurra, i suoi capelli biondi e gli occhi da ragazzino, gli stessi che morivano in quella notte. Lo spinse contro il muro e con una mano gli tappò la bocca, lui non riusciva a urlare, confuso restava inerme difronte a quella donna nuda e selvaggia. Quella sera Sally abusò di un ragazzino, lo toccò e spinse in lui tutta la sua furia, salì a cavalcioni senza dare tempo ai jeans di scendere sotto il ginocchio. Avida gli strappò una ciocca di capelli e la portò cn se, lo lasciò lì, per poi dimenticarsi tutto.

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