San Valentino!

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San Valentino, festa degli innamorati, dramma esistenziale per i single (almeno, per quelli non contenti di essere single, gli altri gongolano il 14 febbraio). Inizia a salire l’ansia, per il regalo, la cena, prenotare il ristorante, il weekend, il vestito, le scarpe, il bigliettino e sicuramente dimentico qualcosa. Fortunatamente e sfortunatamente non ho mai festeggiato il 14 febbraio, in quel giorno sono la ragazza con la camicina bianca che accende la candela ai tavoli e, serve prelibatezze agli innamorati. Ogni anni vedo un centinaio di coppie che si imboccano, si guardano, sorridono e ogni anno la maggior parte di loro verso la fine, a pancia piena e vista annebbiata litigano.

  • “perché hai preso solo il vino per te?”
  • “sai che non mi piace il formaggio, dovevi avvisare il cameriere!”
  • ho comprato questo vestito nuovo e non mi fai mai un complimento”
  • “Prendilo anche tu il dolce io voglio assaggiarli entrambi!”

Se c’è qualcosa che l’amore rifugge come la peste, sono le regole. Di qualsiasi tipo. Non per niente la ricetta dell’amore perfetto non esiste, e se esistesse varrebbe per qualcuno e non per tutti. Ecco perché la festa degli innamorati, il 14 febbraio, se da un lato è una bella scusa per ricevere regali, trascorrere una romantica, dall’altra rischia di diventare l’ennesimo ‘dovere’ sociale a cui sottostare: basti pensare al fatto che se ci si è appena lasciati, se si è single per scelta o se semplicemente si vuole vivere la propria storia d’amore non in pubblico, la domanda ‘Cosa fai per San valentino?’ ti verrà rivolta inesorabile. Meglio saperlo e fingere indifferenza.
Questo giorno non è molto amato dagli uomini, perché si sa il ruolo più difficile è sempre quello del maschio, proviamo a pensare a quei poveretti, per esempio:

  1. Se non riceviamo un regalino, di solito reagiamo con una serenità apparente, uno sturm und drang umano: “No ma dai, figurati, che davvero credi che ci tenga a San Valentino, puff.” Intanto dentro di noi scoppia una bufera emotiva, non mi ama più, non sono più importante, merito di meglio, come ha fatto a non pensarci, ci autodistruggiamo in 1 2 3. La sola cosa che ci fa continuare a sorridere è un’altro pensiero: “me la pagherà”. Per quanto vogliamo essere donne indipendenti e poco materialiste, donne evolute senza bisogni, c’è seppellita dentro di noi una piccola principessa Disney.
  2. Se il regalo lo fà, ma è una cosina superficiale, come i cioccolatini mentre siamo a dieta, (noi donne siamo sempre alla dieta del lunedì però i cioccolatini li mangiamo lo strsso, di nascosto) o peggio i cioccolatini più un piccolo peluche, proprio a San Valentino vi rendete conto che questo non ha capito un cazzo. Noi ragazze esattamente come voi, non mangiamo più il fruttolo, né i Plasmon da circa un ventennio e abbiamo bisogno e desideriamo ALTRO: vestiti, scarpe, borse, bracciali, orecchini, prodotti per la bellezza, esperienze, viaggi, concerti, sesso furibondo, massaggi, cene, libri, spettacoli a teatro, trattamenti benessere, orpelli tecnologici che dovete configurarci, ecco, qualsiasi cosa ma non l’ottantesimo pupazzo raccatta-acari!
  3. Se si presenta con dei fiori, è un classico paraculo, ma il gesto dobbiamo riconoscerlo è elegante e romantico, quindi sarà un paraculo romantico. Noi accetteremo le bellissime 50 rose rosse con un “Grazie tesorino, come sei dolce”, mentre scrutiamo con l’altro occhio se c’è il regalo, quello vero, qualche scatolina tra le rose, un fiocco nelle spine, e invece nada de nada.

Ho festeggiato molti San Valentino, i più belli sono quasi i più brutti, quelli dove vedi il tuo ex ex con un cuscino in mano pieno di cioccolatini, lo stesso cuscino che avevi notato a casa sua sul suo letto un anno prima, e magicamente il giorno dopo, il suo chiwawa ha mangiato quella matassa di lana di 50cm. Eppure lui era molto bravo a fare regalini, forse in quel periodo non ero molto cornuta. Perché l’algoritmo è abbondantemente noto: più cornuto/a sei, più belli sono i regali che ricevi.

A parte il sarcasmo il 14 Febbraio è una data che va conservata, in primis perché io sicuro lavoro e in secondis l’amore va sempre festeggiato. L’innamoramento è un’esperienza che ha sempre qualcosa di straordinario, anche quando diventa ordinaria o si ripresenta più volte nella vita. E se spesso assume i connotati di uno stato ossessivo, innamorarsi rimane un’esperienza di grande portata, con potenzialità energizzanti, antidepressive, terapeutiche. Quanto meno spronanti. Più che adeguarsi ad una messa in scena che ci vuole innamorati a tutti i costi, si può tentare di creare un clima di condivisione, confidenza e vicinanza con la persona che desideriamo. Chi può definire qual’è lamore vero?
L’amore è essere percepiti!

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