Mi scappa la pipì, stanza passe-urina!

La distinzione tra uomo e donna è sempre stato un argomento caldo, e dibattuto più volte. Si sa che siamo diversi, ma soprattutto lo facciamo in modo diverso, la posizione cambia in base al bisogno. Cosa state capendo?! Io parlo di come facciamo la “pis pis”. Se pensate che basti calare giù i pantaloni, avete ragione! Il difficile, è trovare la giusta porta nei locali pubblici, per fortuna o sfortuna ci sono le scritte, oppure i simboli. Ma le etichette che troviamo oggi, sulle porte dei bagni sono sempre più bizzarre, cambiano in base al locale, ci avventuriamo:”in fondo a destra”, e restiamo fermi alla porta in cerca del simbolo che ci rappresenti.

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Ieri mentre camminavo verso il bagno di un locale, tacchettando, e ondeggiando un po’ barilotta, dopo aver bevuto un’ottima bottiglia di vino, noto l’ennesimo simbolo divertente sulla porta del bagno! La “Passerina” indica la mia stanza, il “bricco dell’uccellone” la stanza del suddetto volatile.

Si è sempre detto che la pulizia di un locale si noti iniziando dai bagni, se quest’ultimi sono puliti, i proprietari sono attenti, e se giocano anche con simboli e nomignoli, sono pure simpatici! Meglio trovare queste immagini, piuttosto, la signora con il cestino sul tavolo a cui devi lasciare i 50 centesimi.

Molti riterranno che la divisione dei simboli utilizzati per distinguerci, sembri tanto innocua quanto necessaria. Le persone transessuali sanno che non è proprio così, e che spesso ci si sono state lotte per stabilire chi fosse autorizzato a usare quale bagno. La separazione dei bagni pubblici, è uno dei  più elementari metodi per consolidare il binarismo maschio-femmina. Ma noi, ci ridiamo su!

I simboli dei bagni pubblici sono cartine tornasole, rispetto al modo in cui i generi vengono considerati all’interno delle società. Vanno a identificare il maschile come universale e il femminile come variazione. Esprimono aspettative di prestazioni di genere. Confondono il genere col sesso. Di Simboli ne possiamo SCARICARE a migliaia, dimmi di dove sei, che locale frequenti e ti dirò dove entrare.

In Iran ad esempio le donne sono rappresentate in gonna e hijab.

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Della serie, “l’abito fa il monaco” e la monaca. Si può anche semplificare il tutto con pochi spiccioli. Avete dimenticato la scarpetta, mie care cenerentole? Vi ritrovate gli slip dell’amante in tasca, e volete disfarvene? Lasciateli tranquillamente in bagno, c’è chi trova il modo per riutilizzarli. Non si butta via niente!

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Queste immagini vi scombussolano un po’, e vi fanno perdere lo stimolo. Non funziona neanche se aprite il rubinetto. Meglio farlo dietro un cespuglio! Siamo amici dell’ambiente anche noi, un po’ di fertilizzante non guasta mai. Per molti locali, questa è una vera e propria filosofia!

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Se considerate questi simboli troppo osé, non avete visto ancora niente. Per chi non sapesse come sono fatti gli uomini e le donne ecco a voi una dimostrazione.used10 Il primo è del tipo gli-uomini-hanno-il-pene/le-donne-hanno-il-seno. Credo che questi siano indicativi del grado in cui i seni siano stati sessualizzati nella nostra società visto che, come nel cartello qui sopra, sembrano oscurare del tutto il fatto che anche le donne posseggano altri organi sessuali, e di conseguenza si presentano i seni come l’equivalente femminile del pene. Ma solo a volte!

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Il seno non è l’unico pensiero fisso, anche la “passerina” non passa mai di moda. Anzi dobbiamo dire che gli uomini di oggi, preferiscono di più un bel deretano rotondo.

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Quasi alla fine di questo post, vi sentite ancora più scombussolati, e volete solo trovare una corda per farla finita. Cari lettori c’è, c’è anche quella davanti la porta.

002_wcAdesso sono confusa anche io, non ricordo più come si fa la pipì, e se sto sul serio scrivendo di PIPì. Per fortuna ci sono alcuni locali che mi ricordano come si fa. Stai in piedi, o ti siedi? Segui il verso giusto!

image005ju1C’è un pizzico di assurdità in tutto ciò, lo so. Noi non destiniamo i bagni in base ai diversi interessi della gente. Tanto-meno lo facciamo a seconda delle scelte del guardaroba, dato che ovviamente le donne possono indossare i pantaloni, come dimostra questo segnale di Utilikilts, non è inaudito che gli uomini indossino gonne.

utilikiltsQuesta è sicuramente un’immagine provocatoria, ma in Scozia, come funziona?

imagesChe confusione! Sono rimasti un pò a corto di fantasia.

L’uomo intanto anche con il kilt resterà sempre un predatore, a causa della sua eterosessualità. Questo per dire che ci si aspetta che sia un lupo selvaggio e viene accettato come tale, al punto che addirittura ci si scherza su, noi donne invece, siamo etichettate sempre come povere donzelle indifese.

012_wc 41koreakq9 used21Tra angeli e diavoli non ci resta che pregare: “Signore fammi trovare la giusta via!” E il signore risponde illustrandoci la nostra abazia. Che perdoni questa fantasia.

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La più gettonata però, la conosciamo tutti. Sappiamo che spesso le donne non hanno mai un singolo bagno, essendo forse più pulite ed educate, dividiamo il bagno con i disabili. Condividere fa bene! Condividiamo ed apprezziamo, anche se i sanitari sono più alti, non c’è il porta borse, non si capisce dove sia il pulsante per lo scarico, salutiamo con la mano il wc,  facciamo un balletto, e non accade niente, sconsolate andiamo via, e lui, il nostro amico fidato, scarica da solo! Io comunque voglio sfatare questo mito. Ho trovato un locale dove anche gli uomini possono condividere, e noi donne abbiamo finalmente il wc più basso!

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