Aspettando gli Oscar. Io tifo per Dallas Buyers Club!

La storia degli Oscar è lunga, anzi lunghissima e piena di risate, pianti, ma soprattutto scippi! Quando pensate alla notte dei premi, immaginate il tappeto rosso, i paparazzi, i Vip tutti infiocchettati, i giornalisti, io invece, penso che nel 1939 uno tra i miei film preferiti “Via col Vento” vinse l’oscar. Nessuna obiezione signori! Sarà che forse allora, essendoci pochi concorrenti era molto facile non sbagliare film. Nessuno scippo! Oggi ad un giorno dalla 86° edizione degli Oscar (il cui verdetto, ne siamo certi, originerà nuovi dibattiti) ci sono tantissime candidature, quella che a me sta più a cuore, è per la migliore sceneggiatura originale. I candidati sono: American Hustle – L’apparenza inganna, Blue Jasmine, Dallas Buyers Club, Lei (Her) e Nebraska. Che dire, dei cinque film candidati io ne ho visto solo  tre, e solo uno merita tutto, Dallas buyers Club.dallas-buyers-club-poster-affiche-matthew-mcconaughey_4779513

Il film è diretto da Jean-Marc Vallée, racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista a cui venne diagnosticata l’Aids all’età di 36 anni. I medici gli diedero solo un mese di vita e Ron decise di cercare dei farmaci alternativi. Segue così un corso di medicina alternativa dove incontra Rayon, transessuale sieropositivo. Ron Woodroof è interpretato da Matthew McConaughey mentre Rayon da Jared Leto. Il film è stato candidato a sei Premi Oscar: miglior film, miglior attore Matthew McConaughey, sceneggiatura originale, attore non protagonista Jared Leto, montaggio e trucco.jared-leto-quotable-400x300

Questa pellicola merita tutto, ma soprattutto meritano gli attori. Sbalorditiva è stata la trasformazione fisica dei due protagonisti. Oltre 20 kg in meno per il fascinoso Matthew, scavato in volto e nell’anima, scheletrico e morente nei panni di questo personaggio inizialmente detestabile ma in grado di conquistarti con il passare dei minuti, grazie anche alla prova d’attore di un McConaughey che con il solo sguardo è riuscito ad incarnare dolore, rabbia, paura, odio, disprezzo, speranza. Al suo fianco, un’eccellente Jennifer Garner ma soprattutto un Jared Leto tornato sul set dopo aver venduto milioni di dischi in qualità di cantante con i 30 second to Mars. Abituato ai drastici cambi d’immagine per il cinema, Leto, dimagrito 13kg, stupisce negli abiti di una giovane transessuale colpita dall’AIDS che di fatto stravolgerà la vita dell’omofobo Ron. Estirpando il demone che era in lui per poi portarlo a rinascere, e a diventare un benefattore. Un uomo nuovo, malato e combattivo. Un uomo migliore. Jean-Marc Vallée osserva da vicino questi due straordinari talenti costruendo un film crudo e commovente, storicamente dettagliato e registicamente impeccabile, grazie anche ad una sceneggiatura solida come la roccia, mai troppo volgare nel banalizzare il dolore e nel cercare una lacrima facile, che arriverà spontaneamente. E con merito. Un’altra nota positiva è la colonna sonora (se volete ascoltarla), che include brani di Thirty Seconds To Mars, Capital Cities,The Airborne Toxic Event e AWOLNATION.
Ma se vedo nella mia palla magica, c’è un non più ragazzo, un uomo sexy dai capelli biondi e occhi azzurri. Leonardo di Caprio. Vincerà l’oscar per la sua bravura? Per averci fatto piangere? O fatto ridere? Perché io davvero mi rivedo nel lupo di Wall Street, oppure vedo il mio vicino! Nessuno dei tanti motivi elencati! Se lo vincerà sarà soprattutto per Scorzese, e viceversa! È come acquistare um pomodoro della zia, oppure uno Barilla! Ma chi ci dice che quello Barilla, non sia stato coltivato nella terra dei fuochi, solo per creare profitto? Alziamo i calici signori, Leonardo merita l’oscar, ma non per questo film, il suo spirito comunque, non cambia!
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