L’otto M’Arzo!


“Una mattina misi il rossetto e schioccai le labbra allo specchio.

Sorridevo con le scarpette a punta e il tutù bianco, anche se per l’ultimo ballo,

bella e leggera come una damigella, gli occhi grandi e bugiardi,

Una sera li esaltai con il mascara per il ragazzo che mi amava.

Una notte poi sulle guance mi colava, il cuore che come lava sanguinava.

Tocchi, tocchi non come fiocchi e balocchi, con la tua gonna donna, non sei più Madonna, ma sogna donna, dona donna, osa donna, nessun dramma toglie l’esser mamma.

386px-Frauentag_1914_Heraus_mit_dem_Frauenwahlrecht 1945-gen-NOI-DONNE 1946-donne-alla-CostituenteFacciamo chiarezza, non si festeggia l’8 marzo per ricordare un incendio avvenuto in una fabbrica, la Cotton o Cottons, nel 1908 a New York, dove 129 operaie morirono arse vive. Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda nel 1907 si parlò anche dell’atteggiamento da tenere sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Il Congresso votò una risoluzione nella quale i partiti socialisti si impegnavano a ‘lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne’, senza ‘allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne’. La decisione non piacque alle donne socialiste e non piacque a Corinne Brown, che nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, scrisse che il Congresso non avrebbe avuto ‘alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione’.  Corinne Brown poi, fu scelta per  presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata ‘Woman’s Day’, il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell’anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali ‘di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile’. Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909. In Italia, la Giornata della Donna, si festeggiò per la prima volta nel 1922 per opera del Partito Comunista, ma venne poi ufficializzata nel 1946 quando venne introdotta anche la mimosa come simbolo delle celebrazioni. Nel 1977, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì ufficialmente che l’8 marzo fosse istituita, nel mondo, la giornata dedicata ai diritti della donna.

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Sono stanca delle donne e degli uomini che snobbano questa festa, oramai diventata simbolo di frivolezza, solo per la tanta ignoranza, ignoranza dettata anche da tutti coloro che la criticano, volendo sembrare superiori. Le donne è vero che si festeggiano tutti i giorni ma, è bello dedicarsi, dedicare una data a noi, per non dimenticare tutte le lotte, per il diritto al voto, per il sessismo e le violenze. La mimosa è bella e simbolica come le zeppole che si friggono a San Giuseppe.

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In questo giorno ricordo che è bello affidarsi e darsi fiducia, nel mettersi nelle mani di qualcuno, non mani a caso. Mani che pensano, che ti porgono un fiore, che armonizza il buio e le paure. Sono i piccoli particolari che svelano le persone, e semplici date che le fanno ricordare. Perché quando non si ha più interesse a mostrarsi migliori di quel che si è, si rivela davvero la propria natura.

Domani, Dopodomani e oggi ogni donna merita AMORE!

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