Quelle che si difendono da sole. Autodifese fusion!

La violenza sessuale è un argomento spinoso,e troppo spesso se ne parla in tv ma, troppo poco spesso si denuncia in tv!

Sei a passeggio con il cagnolino, corri con un’amica, parcheggi di notte sotto casa , sei sola, indifesa, insicura, non hai ancora conosciuto, le autodifese fusion! Ora è possibile fare varie scelte “esotiche”, per vittime di aggressioni, borseggi e soprusi di vario tipo, proprio come la cucina fusion. Abbiamo molte armi di difesa a disposizione, ma spesso storciamo il naso difronte a quest’ultime come la prima volta con un piatto di involtini primavera.

So che è sicuramente riduttivo pensare che a una donna basti portare addosso qualche “ordigno” per salvarsi da un’aggressione, ma è comunque in commercio una vasta scelta di accessori che promettono, sotto varie forme, di essere efficaci sistemi di difesa nel caso di incontro con potenziali stupratori. Il più semplice e a buon mercato è un allarme da borsetta. In caso di aggressione si aziona tirando una catenella per far emettere un urlo terrificante di ben 130 Decibel. Si può anche ricorrere a un altro dispositivo di allarme silenzioso, che però ha un raggio di azione di massimo 200 metri.

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“Spulciando” un altro po’ su internet trovo calze poco consone, le famosissime calze con i peli che, simulando alla perfezione le gambe maschili, per confondere le idee dell’aggressore. Di sicuro ci sarà qualcuno sconvolto, ma non sarà la vittima.

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Altro inganno per l’aggressore arriva dalla Thailandia. Uno strumento di difesa tanto improbabile quanto potenzialmente efficace. Si tratta di un paio di slip dotati di un finto pene: lo scopo sarebbe sostanzialmente quello di fare passare la donna per un travestito, nella convinzione che questo scoraggi le aggressioni e i tentativi di stupro. Gli ideatori garantiscono che il prodotto è serissimo e che sono sicuri della sua efficacia, ed hanno prodotto anche uno spot che speravano di vedere trasmesso anche in televisione, ma che è stato censurato. Non qui!

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Le “sorprese” non sono finite! Siamo nel ventunesimo secolo, epoca in cui l’uomo arriva sulla Luna, ma evidentemente non ancora al rispetto della donna, almeno stando ai recenti fatti di cronaca, c’è un’altra “reinvenzione”: un intimo antistupro. E’ questa l’idea di AR Wear, che ha lanciato una nuova linea di biancheria che utilizza un moderno tessuto indistruttibile. AR Wear blocca le violenze attraverso una cinghia posizionata sugli slip a cui è applicata una chiusura che solo la donna che indossa l’intimo può aprire. La nuova cintura di castità!

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Invece viene dal Giappone il Ravijour, , il reggiseno intelligente, o almeno quello che si presume dovrebbe aiutare le donne a coronare il sogno di una vita: riconoscere, quando lo si incontra, il vero amore. Di fronte all’uomo giusto, infatti, il reggiseno si apre come per magia, ma nel suo funzionamento non c’è in realtà nulla di magico: il bra misura infatti alcune funzioni vitali, tra cui il battito cardiaco, e si presuppone che, quando una donna incontra un uomo che trova particolarmente attraente, il suo fisico abbia una reazione più che naturale. Implicite quindi le controindicazioni dell’indumento, che rischia di aprirsi in situazioni tutt’altro che ‘romantiche’, come un colloquio di lavoro o una corsetta nel parco. Insomma, donne: usatelo con cautela e speriamo che non vi faccia brutti scherzi!
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La scoperta più efficace e dolorosa è stata inventata da un medico sudafricano! Ha messo a punto un preservativo con i denti, una vera e propria arma! Il preservativo, si chiama Rape-Axe. Creato dalla Dr. Sonette Ehlers, si introduce nella vagina come un diaframma o tampone e ha un sistema di aggancio che intrappola e danneggia il pene dello stupratore. The Rape-Axe, crea una ferita-morso al membro dello stupratore al momento della penetrazione. Infatti, l’uomo non può, per esempio, urinare. Solo un medico sarà in grado di rimuoverlo.  La dottoressa ha raccontato che l’idea del prodotto le è stata suggerita circa quaranta anni fa da una ragazza stuprata in piena notte da uno sconosciuto: «Mi guardò e disse: “Se avessi avuto dei denti nelle parti intime!”. Allora le giurai che un giorno avrei sfruttato la sua idea per aiutare le vittime di violenza carnale».
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C’è da dire che le armi di difesa sono tante, e bizzarre come la mente degli aggressori. Noi possiamo scherzarci su, come da tradizione italiana, ma non possiamo cancellare gli abusi. Si lotta sempre, anche cn un po’ di leggerezza!

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