Difficile mantenere la “posizione” in bagno! Vol.2

Per il bene della ricerca antropologica, ci poniamo un altro quesito:

  • Perché le donne vanno sempre in due in bagno?

bagno donne

Questo è sempre stato un dilemma, e pochi conoscono la scomoda verità. Ma soprattutto per colpa delle etichette, ci sono brave donne emancipate e self made. Oggi aumenta la schiera di quelle che “al bagno ci vado da sola”, alla faccia degli stereotipi e dei miti maschili. Inutile dire che, è un’esperienza molto, molto stressante! Riporto una famosissima testimonianza!

“Fin da bambina tua mamma ti accompagnava, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: ‘MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto!‘, infine ti mostrava ‘la posizione’, che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi, ma senza che il corpo venisse a contatto con la tavoletta. ‘La posizione’ è una delle prime lezioni di vita di quando sei ancora una bambina, importantissima e necessaria, dovrà accompagnarti per il resto della vita. Oggi, sei una donna adulta e ‘la posizione’ è sempre terribilmente difficile da mantenere. Ti incammini in un bagno pubblico, dove trovi sempre una coda di donne, che aspettano Brad Pitt dietro la tavolozza! Allora tu, ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre, tutte con le gambe e le braccia incrociate (è la posizione ufficiale da ‘me la sto facendo addosso’). Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai!); pensi: ‘Non importa…’. Vorresti appendere la borsa a un gancio, ma non c’è nulla, ispezioni la zona: il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la infili al collo, pesantissima, piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché ‘Non si sa mai’. Tornando alla porta, dato che non c’è la chiave devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni e assumi ‘la posizione’… Aaaaahhhhhh… finalmente… A questo punto cominciano a tremarti le gambe perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e, una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa: ‘Non sederti MAI su un gabinetto pubblico!’.
Mantenere ‘la posizione’ richiede grande concentrazione: per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica ma, cavolo, non ce n’é!!! Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta: ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati… Urli: ‘O-CCU-PA-TOOO!!!‘ A quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In quel preciso momento si spegne la luce automatica e si avvia lo sciacquone, gli schizzi d’acqua si uniscono al tuo sulle calze! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l’altra sostiene le calze, sudi, hai su il cappotto che non sapevi dove appendere, senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze. Il ricordo di tua madre ti assilla, sarebbe piena di vergogna se ti vedesse così, perché il suo… non ha mai toccato la tavoletta di un bagno pubblico. Ma la tortura non è finita… Sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e finalmente vai al lavandino: è tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla. Non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici (Oramai siamo degli incapaci) e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da Gobbo di Notre Dame, per non far cadere la borsa nel lavandino. L’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa, o peggio ancora con la cerniera abbassata! Esci e vedi il tuo uomo che è già uscito dal bagno da un pezzo, e gli è rimasto perfino il tempo di leggere ‘Guerra e pace’ mentre ti aspettava. ‘Perché ci hai messo tanto?’, ti chiede irritato. ‘C’era molta coda’, ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce, perché tu devi concentrarti solo nel mantenere ‘la posizione’ (e la dignità)!”

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Più chiare di così non si può! Ma purtroppo a volte ci lasciamo sopraffare da stupide etichette, e dimostriamo la nostra maturità andando al bagno da sole! Come appena letto, non è sempre un’esperienza piacevole. Ci sono automatismi semplici:farsi la treccia o allacciarsi le scarpe e altri, leggermente più complessi. E’ un processo che migliora e peggiora a gradi, come un cane che rincorre la propria coda, si parte dal pannolino, poi il vasetto, in seguito ti urini addosso dalle risate, poi ti addormenti sul vasetto, più tardi ti urini nei pantaloni senza volerlo e si ritorna di nuovo al pannolino. Il caro Piero Angela sorriderà mentre ci spiegherà che è semplicemente il processo della vita.

In questo processo però, alcune cose mutano, le signorine nei bagni pubblici hanno un’alternativa. Se l’amica ha realmente trovato Brad Pitt dietro la tavolozza, e non può reggervi la borsetta o passarvi il Kleenex sotto la porta, basta organizzarsi, e vedere se tra i 5kg in borsa c’è un nuovo aggeggino!

Su internet si trovano i prodotti più bizzarri, e per noi donne è stato ideato: il Magic Cone,di carta usa e getta, oppure il Gogirl in silicone! Quando diciamo, che noi abbiamo gli stessi bisogni degli uomini, non scherziamo! Da oggi possiamo fare la pipí “comodamente in piedi”. Non è di certo l’invenzione del secolo, ma d’altronde sappiamo che ad una donna con “le palle” non può mancare il cono!hhhhhh

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