L’amore è cieco ma non sordo! Her, un film di un’amore socialmente folle!

Her è un film dolcissimo ed io l’ho adorato. Nonostante la nota super-tecnologica, è un film affascinante che ti rapisce e ti porta a riflette sul nostro presente. Racconta la storia di Theodore, un uomo molto sensibile, infelice, mosso da una grande apatia. Il suo mestiere è scrivere lettere, per altri, è un ghost writer, nel 2025 si ricorre a qualcuno che dia corpo alle emozioni, e il film mette in risalto il paradosso dell’incomunicabilità. Samantha, è una voce femminile, è un nuovissimo sistema operativo :”OS 1″, è una voce empatica, ma soprattutto in completa evoluzione, diventerà la maggiore confidente di Theodore, il loro rapporto somiglia sempre più all’amore, se così possiamo definirlo.he2

 Innamorarsi è l’unica forma di follia socialmente accettabile

E noi davvero vogliamo credere che l’amore sia solo follia? E’ proprio per questo che i rapporti vanno a rotoli: perché pensiamo che l’amore sia qualcosa di anormale. L’amore non è follia, l’amore ti porta a fare (sane) follie, ed è bello per quello, non perché sia malato per definizione. L’amore tra i due protagonisti è sincero, autentico, anche se assurdo, è coinvolgente. Nel film possiamo vedere il romanticismo struggente che solo gli amori impossibili hanno. Fantascienza e dramma scavano nei pensieri più complessi dell’uomo, non riesci a giudicare male Theodore, non lo consideri pazzo quando esclama: “È bello stare con qualcuno che ama la vita” riferendosi a Samantha, una “macchina”. Se da una parte le macchine, i dispositivi elettronici isolano le persone del mondo reale, dall’altra li mette insieme, e li fa conoscere, e ti chiedi quale sia il mondo reale, se si può passare un week-end con una fidanzata surreale (una voce). Il paradosso è che il film è intriso e zuppo d’amore, ma il messaggio è: l’amore è difficile?her-theodore

L’amore con una donna in carne ed ossa è andato male, allora perché non andare oltre le barriere fisiche ed innamorarsi di un’entità intelligente, simpatica e con cui puoi perfino fare sesso “immaginario”? Quindi è l’amore cieco o sono gli uomini che gli infilano due puntelli dritti sulle pupille? La tecnologia offusca le emozioni, ma cosa succede se è anche quest’ultima a viverle? La tecnologia viene messa sotto una luce dolcissima e mai come nemica, è l’uomo invece troppo fragile dinanzi ad essa. È sottile la linea tra il reale e l’irreale, la voce di un software diventa un’influenza positiva, stimolante. Theodore si sdoppia, cerca se stesso e perde il controllo, trasmette una grande voglia di emergere, e anche Samantha proverà successivamente malinconia per qualcosa che non potrà essere.her-trailer-500x281

La tristezza di non avere una foto, di non potersi toccare e viversi, si riempire il tutto non solo con le parole ma anche con la musica, e la colonna sonora racconta l’evoluzione della loro storia d’amore: l’esaltazione dei primi tempi, la passione, la gelosia e successivamente le incomprensioni. Theodore, sta quasi sempre male, è sempre solo e schivo, è smarrito: il divorzio è colpa sua, la gestione di un rapporto normale gli pare impossibile e alla fine quando s’innamora di una voce scopre che lei ha altri 612 amanti. Ma non la lascia, aspetta che lei sparisca e quindi si fa lasciare (tipico degli uomini del 2014, non solo del futuro). Samantha vuole imparare tutto, conoscere qualsiasi cosa e ha il desiderio di avere un corpo. I cambiamenti repentini la spiazzano e le sensazioni nuove che prova successivamente, da un lato stimolano, ma dall’altro sono frustranti. Cerca di far sentire “il suo ragazzo” impegnato in una storia normale, come anche lei desidera, ma la vita, con l’infinita gamma di emozioni umane, la costringono a mettere tutto in discussione.

È come se stessi leggendo un libro, un libro che amo con tutta me stessa. Ma lo leggo lentamente ora. Le parole sono distanti tra loro, gli spazi tra le parole sono quasi infiniti. Riesco ancora a sentire te e le parole della nostra storia. Ma è in questo spazio infinito delle parole che sto trovando me stessa. È un posto che non appartiene al mondo fisico, dove ci sono cose che neanche sapevo esistessero”

her3Alla fine Samantha si evolve sempre più e lo lascia solo, rendendo Theodore più consapevole di se stesso. La relazione con Samantha lo porterà ad analizzare la sua vita, i suoi incontri del passato, finendo per capire tante cose di se stesso, compresi gli errori. La nuova piega che ha preso il presente si ripercuote positivamente sul suo stesso lavoro, che gli darà maggiori soddisfazioni:

“Nessuno è uguale a un attimo fa e non dovremmo cercare di esserlo, è troppo doloroso”.

In questo 2025, nessuno ha cravatte o cinture, bensì pantaloni a vita alta, camicie o polo, non ci sono macchine, non telefoni, ma delle mine agendine che funzionano per tutto. Insomma nel futuro pare ci sia tanto di meno, meno cose reali, superficiali, più dispositivi elettronici e digitali che aiutano l’uomo a s-connettersi con il mondo. Una grande sceneggiatura, intima, ironica, delicata e cruda, da Oscar. C’è un equilibrio impressionante tra la tristezza e il gavettone scoppiato d’ironia, c’è romanticismo e poi arrivano le legnate di cinismo, c’è l’estrema gioia e poi ci sono quei fantasmi gobbi dei punti interrogativi. Her è un film che indugia molto sulle parole e sugli sguardi: si assiste alla naturalezza con la quale si innamorano un uomo e un computer e alla fotografia di una realtà neanche così lontana, fino a comprendere – personalmente con un po’ di paura e ansia – quale futuro ci attende.her

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