Fotografie

I top in pizzo, le api e i piedi nudi sul terrazzo. Il tè freddo, le fragole con le lunghe passeggiate, e i sorrisi al sole. I ciliegi in fiore, il profumo di cipria e tulipani, e il blu della mia penna sui polpastrelli, arriva la primavera. Arriva il periodo delle pulizie, dove vorresti scambiare ogni angolo e ripulire, ogni tuo spigolo. Rispolveri foto dove sorridi, e ridi al ricordo che non hai, quando cerchi chi c’era dietro l’obbiettivo. Ti innamori della ragazza con le braccia al cielo e gli occhi ubriachi, la stessa che sai di non aver lasciato. Quella che balla, dorme, sbadiglia, e ozia la domenica, sotto un piumone o sulla spiaggia, mentre i suoi capelli giocano con la luce.
palmettaLe foto di una stazione, troppo lontana da me adesso, come altre foto, in cui sei più cuoca e meno bambina, più egoista e capricciosa, ma sempre la stessa che perde la testa e piange ridendo. Quella che bacia e viene baciata, quella in silenzio con le dita alla bocca lì, sono io, quella che racconta e poi dimentica. Alcune foto sono malinconiche ed abbandonate come poche isole, si tuffano in te come il vino rosso e il pane tostato, fredde e romantiche come il primo bagno d’estate. Alcune foto sono segrete, nascondono passioni, stupori e pianti. Altre, sono lente e piene, come il tuo porto, senza ghiaccio, le bevi piano come se assaggiassi di nuovo te stessa. Ruvide, sensuali, enigmatiche. Le fotografie sono ferme, immortali ed immutabili, non ritraggono il movimento, lo creano, sono istantanee, e plasmano un brulichio nell’animo di chi le guarda. Foto appese al cotone, alle pareti, racchiuse in album, sono la casa di me stessa, ed ospiti per altri. Sono una me impegnata ed impegnativa.papapa
Mille foto, di mille sconosciuti restano dimenticate. Loro non aspettano più, non sono immerse, non si svelano lentamente, e tu, non ti riscopri, non hai più il desiderio di correre dal fotografo il lunedì mattina, resti a giudicare i tanti difetti inesistenti, e ti plasmi con i clic al computer. E’ più facile ritrovarsi allo specchio, che dietro l’obbiettivo. Il fermo immagine non è ripetuto, è spezzato, non sei tu a decidere l’attimo in cui l’indice premerà tra il coro dei ciiis. Una foto in cui ti osservi mentre scatti non è una foto, è un falso. Ed io, nei miei album sfoglio solo momenti originali.ppppp

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