Le sale d’aspetto e i cieli capovolti!

 

imagesCA6Y8XBLNelle sale d’aspetto anche se prenoti, c’è fila, inutile sbuffare o meravigliarsi, il nome ci suggerisce già tutto. Se mangiamo un pollo non ci aspettiamo mica il sapore della carota! E’ il 15 d’Aprile, fuori piove e la sala in cui son seduta, brulica di donne. C’è quella con il giornale, quella con la rivista, chi, come quella in fondo fissa il soffitto con una strana faccia e sorride -forse è innamorata-, un’altra con il telefonino, e tutte sono assorte e rilassate.

Mi viene il sospetto, guardando le facce delle spettatrici, che la prenotazione sia un modo per assicurarsi dieci minuti di tranquillità. Schiocco le dita e mi tranquillizzo anch’io. Le riviste sul tavolino sono vecchie, quelle più interessanti son tutte in mano alle altre, di farmi distrarre dal telefonino non ne ho voglia e, guardare il soffitto sarebbe indiscreto, meglio lasciarla sola la donna che sta dietro. Mi distraggo fissando il pavimento. Un pavimento lucido. Così lucido, che riesco a rivederle tutte, le donne, che leggono, aspettano, tamburellano con le dita, guardano altrove. Il pavimento, sembra quel gioco che facevi da bambina, ti affacciavi sopra uno specchio d’acqua, e tu magicamente c’eri dentro, e tutto il resto era lì con te, il tutto era incorniciato, ogni cosa sotto i tuoi occhi, le figure si raddoppiavano, fiorivano una dall’altra, l’intero cielo era sotto i tuoi piedi. untitled

Caschi come Alice nel paese delle meraviglie, la prospettiva cambia, ed è tutto più interessante. La donna che fissa il soffitto, non è innamorata, osserva la muffa attaccata alla parete, e sorride perché nella sua villetta c’è Lidia, la badante che fa le pulizie a soli 3€ l’ora. Quella che sfoglia la rivista, la tiene alla rovescia, mentre con la coda dell’occhio spia il telefonino dell’altra che è al suo fianco, -meglio informarsi dei fatti del vicino, piuttosto che ripetere l’ennesima bufala riportata dal giornale di Gossip-, magari ho difronte io, il nuovo Sandro Mayer.

In uno specchio, in un pavimento di marmo, tra i finestrini del bus appannati, trovi solo il tuo vero riflesso, non gli si può nascondere nessun brufolo, occhiaia, o lacrima, i primi dieci minuti con esso sono i migliori, passati, inizi ad odiare i tuoi capelli crespi, la forma del tuo naso, e il dentino scheggiato. Lo stesso vale per le sale d’attesa, i primi 10 minuti sono per rilassarti, servono ad immergerti nel tuo mondo di cieli capovolti, gli altri 5 minuti sono critici, il sedere ti si addormenta, la cervicale inizia a pizzicare, le gambe formicolano, senti inspiegabilmente una leggera depressione che sale, e ti penti di non aver accettato il caffè da un amico.

  • “Signorina!”
  • “Oh, Dio c’è davvero la muffa lassù!”
  • “Signorina!!”gavinhammond

All’improvviso nel tuo riflesso vedi entrare un paio di gambe lunghe, in un pantalone grigio scuro, sotto, un camice bianco, “Signorina“. Ti ricatapulta nel mondo reale, ci precipiti smarrita, e non ricordi dov’è scappato il Bian Coniglio, quando ti accorgi, che le altre ti guardano divertite, ma a te non importa, ti alzi soddisfatta, perché è il tuo turno e, lasci le altre a scoprire la polvere tra i termosifoni, e le ditate sul tavolino di vetro, consapevole che nessuna di loro riuscirà mai, a sognare un gatto blu e rosa. E tu, non sei mai stata così felice della chiamata del Medico, magari, con una radiografia riesce a ritrovare quel mondo fantastico, nascosto dentro di te.

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