Parcheggiando parole su carta. Donne e motori…

mmmmmCapita spesso che non riesco a stare dietro a tutti i miei pensieri, la mia mente viaggia, come la mia auto, per non dirvi come parcheggio il più delle volte, le mie parole sulla carta.

Con mia sorella faccio un giochino, quando sono giù di corda-nessuna corda appesa ad un ramo-prendo un foglietto, una penna e annotiamo tutto quello che ci passa per la testa. Ci ritroviamo successivamente tra le mani, delle parole confuse che non legano tra loro, ma leggendole ad alta voce creano un sorriso leggero agli angoli della bocca, e tutte le pippe-non le sorelle di Kate-scompaiono. E bravo il Dottor S! La terapia della scrittura funziona sempre, Zeno scriveva per se stesso, ma in fondo scriveva perché voleva essere letto, e come tutti i finti pazzi, non voleva guarire, è famoso perché era instabile, nessun professore ci consiglierebbe mai: “la coscienza di Benedetta Parodi.”

Possono essere parole a caso, quelle che scrivi dopo una giornata di lavoro e trovi la ruota della tua auto a terra:

  • Merda
  • Ho fame
  • C’è un chiodo
  • Le mie chiavi
  • Patatine fritte
  • Cazzo rideva quella

Visto che funziona, state già ridendo! Forse questa però, è una “qualità” unicamente femminile-uomini non fate gli offesi, non sto mica nella vostra testa-. Le donne pensano a mille cose contemporaneamente, ma ne fanno, una alla vola, con l’eccezione di quando guidano, lì pensiamo, e tanto: al prossimo esame, alla lavatrice accesa, al regalo da comprare alla suocera, e a chi diavolo ci ha suonato, mentre con una mano ricambiamo il saluto, con l’altra cerchiamo il telefonino per chiedere all’amica, dove diavolo avevamo l’appuntamento, e, sono finite le mani per ripassare il lucidalabbra! In un futuro prossimo, spero diminuiranno le leggi contro lo stato di ebbrezza alla guida per le donne, infatti quando siamo un po’ “brillette” ci rilassiamo, e la lavatrice può fare tutti i giri che vuole! Una pubblicità della peroni già anticipava tutto.

Donne e motori Gioie e dolori. Ma, parliamo di tutte le tipologie di motori: il frullatore, che non mi fa mai un passato di pomodori senza bollicine; la sega elettrica, che mi taglia sempre il treppiedi; lo spazzolino, che mi lacera le gengive; il tagliaerba, che spazza via le mie rose appena sbocciate. Ma è proprio questo il bello di una donna, l’essere perfettamente imperfetta. Anche se scriviamo su un fogliettino, o siamo alla guida, lo facciamo sempre con passione e noncuranza all’unisono.

Le parole a caso, alla fine di una giornata, dopo aver incontrato la vicina, che ti ha detto: “Palma, ho preparato un passato di pomodorini freschi con il basilico e, ti ho salutato io l’altra volta!”

  • La impicco
  • Mi impicco
  • Rose sbocciate
  • Ricettario
  • Vendetta
  • Beeeppp
  • Odio puro
  • Auguri a Mirella
  • Quella ancora che ride!

 

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