Andy Warhol maestro di vertigini.

Una settimana fa ero a Roma. Ho lasciato per un po’ il paesello, in cerca di nuove prospettive, ma queste, sono difficili da trovare. Fiduciosa, ho guardato la città da ogni angolazione, ho frugato con occhi spilorci le calamite dei mercatini, ho lasciato sguardi benevoli alle rose tra le mani degli indiani, e ho fissato speranzosa la monetina a mezz’aria alla Fontana di Trevi, ho anche con gli occhi mangiato, la rosetta con la porchetta del tizio alla metrò. Ma, l’ispirazione non arriva mai alle menti cieche. Il tuo sguardo diventa prevenuto ad ogni angolo, dove trovi l’indiano e le sue rose, la monetina a mezz’aria lanciata con un Ciiis, dimenticandosi poi del desiderio. Nulla sembra più lasciare arte, voglia, amore.

“Tu, piccola ragazza del paesello, possibile che non sappia qual è il luogo che più ispira? Quello dove i sogni si realizzano? Quello dove tutto, è possibile? Ogni sogno, è il sogno americano. E’ sempre e solo l’America Baby, come la Coca Cola, che sta bene sugli spaghetti, sulla pizza e sulla rosetta con la porchetta.”imagesCAKA24TF

E l’America era in mostra. Quella frivola, superficiale, plastificata, quella con il piscio sulla tela. Un biglietto di 13€, e sono atterrata nella pazzia di Andy Wharol. Tra la Marilyn, il Gesù Cristo al neon, le parrucche argentate, e le sedie elettriche, io mi son fermata al Dance Diagram (7). Le suole delle scarpe di Pippo, quelle con le insegne sul tacchetto, per non confondere i passi, i piccoli passi, prima di iniziare a correre. Andy ricorda a noi, a tutti i Pippo scoordinati e buffi, che abbiamo due gambe, da muovere. Se alziamo prima il piede destro e poi quello sinistro, l’importante è che siamo noi a decidere. Nessuno potrà mai cambiare che quello è il tuo piede destro, e l’altro è il sinistro, la verità è quella che vedi, senza fronzoli o caricature. La verità è che tutto è sempre l’inizio di una danza. Ogni giorno si ripete una coreografia: le monetine a mezz’aria, i morsi famelici alla porchetta, i no all’indiano, te li regali perché hai deciso di camminare. E quando non riesci a trovare un’altra prospettiva, un’ispirazione, o la giusta filosofia, Andy ti suggerisce di iniziare a ballare, e seguire il passo.

Alla fine, dopo tutti i miei finti sguardi assorti e appassionati, ho capito che per trovare nuove prospettive, bisogna ritrovarsi in un’altra prospettiva. I viaggi, le città, ti catapultano in altri mondi, ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi, non puoi tradirli. Puoi tradire però la tua mente per qualche istante, e aver voglia di due cuffie, piedi nudi e profumo di vaniglia, voglia di lasciarmi trasportare dalla musica e ballare, in modo ridicolo, goffo, e allegro. Ballare sul Tevere, in metropolitana, tra i mercatini, ballare in modo bizzarro, senza pensieri, sola, senza nessun Johnny Castle pronto a sollevarmi. Ballare e girare intorno come una trottola, veloce, veloce, calpestandomi i piedi, girare e farmi venire le vertigini, per poi cascare tutti giù per terra.20140515_130355

Mai guardarsi indietro, neppure per prendere la rincorsa, ma guardare quello che c’era dietro con occhi diversi, da un’altra prospettiva, senza aver paura di salire su quel tram! Non c’è nessuna fretta nel trovare la via giusta, l’importante è divertirsi mentre lo si fa

Questa è la mia danza tipo.

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