Assai

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Vorrei iniziare la giornata in modo lento: senza fretta, senza sveglia e senza musica. Con una colazione a letto e una lunga telefonata con l’amica del cuore. Vorrei uscire a fare una passeggiata in riva al mare in una di quelle mattinate dove il sole è in ritardo, in cui il freddo pungente ti costringe a cercare riparo, dietro un maxi cappello e una maglia fatta ai ferri. Vorrei riuscire a chiudere la mia valigia e respirare, per qualche giorno, l’aria di una nuova casa. Vorrei un bagno caldo e un massaggio a base di olio. Vorrei un mini dress dorato, che sembri uscito dall’ultimo numero di Glamour. Vorrei farmi colare il mascara nero per le troppe risate, davanti ad una birra, con gli amici di sempre. Vorrei pronunciare in continuazione la parola assai, o meglio assaje.

Quella parola che non va sprecata, ma che è anche la risposta a tutte le domande: Hai voglia di Parmigiana? Hai voglia di divertirti? Hai voglia di latte caldo e miele? Hai voglia di sognare? Hai voglia di volermi bene? Assai, assai, assai, assai. La parola dei coraggiosi, il vestito leopardato che adori ma che non hai il coraggio di indossare. Troppo audace, sbarazzino, sensuale, quello che ti fa sentire la padrona della giungla e non la moglie di Tarzan. Assai è un ruggito, una freccia scagliata tirando al massimo le corde vocali. È come quando da piccola ti costruisci un paio di ali, le dipingi, imbrattandoti le mani e le gambette di blu e bianco, e le lasci così, per confermare la tua opera, la tua fantasia, per coprire le ginocchia sbucciate e i cerotti sulle dita. Ad ogni domanda rispondi: assai, per confermare la tua voglia, la tua passione, la tua voce, perché a volte, un semplice “sì” non ti riempie la bocca, tanto meno il cuore.

Vorrei iniziare la giornata correndo: prima dell’alba, con una colazione veloce alla stazione, il mio sound preferito alle orecchie. Fare una passeggiata in città, in uno di quei pomeriggi afosi, con i pizzichii delle zanzare, e il traffico canterino. Vorrei tornare a casa per una doccia fredda, rubare la lametta di mio padre, e radermi le gambe. Vorrei andare a fare la spesa con il mio gatto, e alle fila della cassa mangiare cioccolatini. Vorrei una nuova pettinatura, ogni giorno, per ogni specchio, per ogni umore. Vorrei farmi togliere il rossetto rosso, da un bacio appassionato, con la gamba destra sollevata, come in tutti i film romantici.

Vorrei poche domande: Cosa vuoi? Cosa sei? Cosa provi?
Con una sola risposta: Assai.

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