Il troppo che stroppia.

La bellezza delle gambe nude e delle prime giornate calde, quella dove il sole lo senti sul bucato steso ad asciugare, la bellezza di quei raggi cocenti sulle guance, sulle lentiggini, sui capelli schiariti, quella mentre cammini, e pieghi il collo all’indietro, con la testa che cade a 60° per far penzolare i pensieri. La bellezza del venticello fresco, quello che solletica la schiena, sale fino al collo e, ti da una mazzata alla Vertebra Cervicale. La bellezza, di avere appena venticinque anni e spendere ottanta euro per un cuscino ergonomico, abbandonando alla commessa acidella del negozio Zara, il vestitino rosso che tanto ti esaltava le chiappe.

Perchè ballare tutta la notte, a piedi nudi con un top di seta, i capelli bagnati, le mani strette al collo della tua bottiglia di spumante. Perchè cantare a sguarciagola:”nobody’s wife di Anouk“, tra un sospiro e l’altro sulla tua Merit, tra un tacco rotto, e i brividi alle ginocchia, è. Perchè fare l’amore per 4 ore di fila, per una settimana, per volere e volare è da ragazzini, o da conigli. Perchè la bellezza di essere ventenni e, esagerare, porta maledetti e bestemmianti postumi, porta a farti esclamare alle 5:00 del mattino, con il vestito sporco di vino rosso e il reggiseno in borsa: “Il troppo, stroppia”. Ma forse è meglio dire: “Il troppo, ti stroppia”.

Nei giorni di amate Milf, di amati Toy Boy, di, amanti, Il tour de force di Sesso, alcohol, e soldi leggeri ti fa adorare segretamente il tuo cuscino ergonomico e, risparmiare qualche spicciolo per un materasso in lattice. Sappiamo che i piaceri sono tutti pericolosi, e se è vero che il sesso è uno dei piaceri ai quali nessuno vorrebbe rinunciare, il sesso può essere molto dannoso e addirittura accorciare la vita. Lo stabiliscono ricerche condotte da università d’oltre Oceano. Dalle indagini, pubblicate sul periodico Science emerge, infatti, come l’attività sessuale possa influenzare alcuni meccanismi genetici che, a loro volta, condizionerebbero la durata del ciclo vitale. Tra le più interessanti c’è la ricerca dell”Università californiana di Stanford sugli Caenorhabditis Elegans (una comune specie di vermi trasparenti) ha evidenziato, come la massiccia presenza di soggetti maschi all’interno dello stesso ambiente determini il precoce invecchiamento delle femmine, causandone la morte prematura. In questo caso i vermicelli per impedire agli altri maschi di accoppiarsi, rilasciano nelle loro partner una tossina nociva che ne determinerebbe la morte. Naturalmente si parla di animali e l’uomo, sappiamo bene, è un animale evoluto, è quello con il pollice opponibile che adora concedersi piaceri, tralasciando le tardive conseguenze fisiche. Mi chiedo, se l’uomo discende unicamente dalla scimmia, o magari, è il cugino lontano del coniglio. L’importante è non scoprire che sotto sotto, ci sia un verme.

Possiamo essere ventenni ma saggi, oppure quarantenni e infantili. Non ci vogliono scienziati, ma semplicemente una zia Pina, per affermare che nelle liason amorose tra «umani», tra «bottiglie di vino», tra l’asfalto e i «tuoi piedi nudi»,  la buona vecchia tattica delle «mezze misure» potrebbe essere quella più azzeccata per evitare di non desiderare una coltellata sotto la doccia, al posto di una zucchina.

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