Uno svolazzo rosa d’amore contro il cancro.

the-tutu-project-bob-carey-04E uno, e due, e tre, pliè, padebure, pirouette, e quattro, e cinque, e sei.

Da grande voglio fare la ballerina.” La frase che tutte le bambine hanno detto almeno una volta nella vita, il desiderio che trovi: negli ovetti kinder, ai mercatini dell’usato, nei reality show con Maria, e nelle foto che ti ritraggono sorridente a dodici anni.

E uno, e due, e tre, braccia in alto, collo in sù, sorriso, e quattro, e cinque, e sei.

Il tutù è il vestito che metteresti anche per dormire, che sia bianco, nero o rosa. Quella nuvola di tulle che ti piace far svolazzare. La meringa bianca che ti accompagnerà all’altare, mentre decidi e sorridi alla paura di iniziare un passo a due infinito.

Ma cosa succede se ad indossare quel tutù è un uomo, panzuto, peloso, scoordinato, simpatico e tenero? Succede che ridi, e Bob Carey vuole fartelo fare, ridere con gli occhi strizzati e le mani alla bocca. Lui, inizia a girare il mondo con un tutù rosa per far sorridere la persona più importante della sua vita, Lidia, sua moglie malata di cancro, al seno. Ella, lotta contro il cancro da nove anni, e Bob in un intervista afferma: ‘Così quando lei si sottopone alle sedute di chemio, può vedere le immagini sul cellulare e far passare il tempo sorridendo un po’ “. Con indosso uno svolazzo d’amore, è l’autore di sublimi selfie (come vengono chiamati adesso gli autoscatti), di bellezza e delicatezza tali da aver dato vita a una vera e propria raccolta fondi, nasce così il “Tutù Project“, gli scatti migliori sono raccolti in un libro: “Ballerina”. Il fotografo si è ripreso persino nel mezzo delle partite, com’è accaduto nel 2012, grazie all’appoggio della National Football League, creando situazioni esilaranti. L’obiettivo è raccogliere 75.000 dollari che saranno destinati alle organizzazioni impegnate nella lotta contro il cancro al seno.

bob-carey-e-la-moglie-lindaLa migliore cosa da fare, a volte, è ridere di sé stessi, e condividere questa risata con gli altri. Anche se questa, è una risata amara, allo stesso tempo è una risata piena d’amore. Nelle foto di Bob riusciamo a percepire la malattia, il dolore e, la speranza, senza che sia per forza necessario confessarla. Sta già lì, in mezzo al silenzio a alla desolazione, anche nel buffo impaccio di questo uomo grasso e peloso, che si muove di fronte a spazi immensi e vuoti, dove la presenza umana, quando c’è, sembra piccola e distante. Bob Carey nelle sue foto sembra avvolto da una bolla di sapone, e come una bolla di sapone queste foto ci ricordano la gioia di esser piccolo e impotente, di essere semplicemente un uomo.

In mezzo, tra Bob Carey e la macchinetta, tra Bob e il clic senza pronunciare il “ciiis”, tra Bob Carey e il pensiero per sua moglie Linda, brilla, unico, illuminato l’amore per lei. E niente è più malinconico e ispiratore dell’amore.

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