Le mutande rosse, e i due di picche!

intraprendente

Ore 3:30 con: i piedi doloranti, lo stomaco brontolone, la macchia gialla sulla camicetta, i capelli alla Lisa Simpson e, un messaggio che lampeggia e freme allo Smartphone. Clic. Ed eccolo lì. Chi? Mario, Massimo, Marco? Non ricordo il nome ma, ricordo i tentacoli a medusa con sottofondo di Calvin Harris, ricordo un: “Come ti chiami?” ed io troppo alticcia per inventare un nome nuovo, ricordo un “Ti faccio accendere io!” e il mio bicchiere prende fuoco, la mia birra si rovescia sulla camicetta, e la mia amica mi soccorre con un flash e un “Fai ciiisss”. Ricordo benissimo un mio “Mi sono divertita, alla prossima” “Mi faccio sentire io”, che come in tutti i provini, tradotto è: “ritenta l’anno prossimo.”

Ma Maurizio, Mariano, Max? Compare sullo schermo del mio smartphone, nudo, la posa a bodybuilding, senza vincere nessun Mister Olympia, con i peli ad autostrada dall’ombelico al collo, le mutande rosse con tanto di cravatta disegnata, e lo sciacquone tra le piastrelle rosa. A tutti i maliziosi che stanno pensando che ho lasciato il mio numero a Michele, Mauro, Marcello? Dico solo di dire grazie a Zuckerberg, e alla birra che non mi fa pensare alle conseguenze. Di Palma non ce ne sono molte, o ce ne sono poche, e la mia faccia su Facebook o sulla foto di classe è sempre la stessa, non avrò i capelli elettrizzati come Lisa ma, se un certo Martino, Mattia, Melchiorre? apre una finestra e ci sei tu, con il tuo sorriso migliore, il trucco e parrucco alla Miranda Kerr, ti rimane solo saper scappare elegantemente, dalla porta!

Meglio concentrarsi sullo sciacquone, e non pensare a come strizzare o, strozzare, quella finta cravatta, meglio, non fare l’acidella, per scoprire successivamente, che quello, che hai trattato male l’altra sera è, il figlio del tuo nuovo datore di lavoro.
Alle ore 3:45 con: la camicia in ammollo, una ciotola di ciliege sulle gambe, i piedi albini, e le treccine a Pocahontas, rispondo a Mirko, Matteo, Moreno? “Perdonami ma mi piacciono le donne!”

Sul vangelo delle cattive ragazze questa è la frase a colpo sicuro, ma non sempre funziona. Molte espressioni sono diventate vecchie, decadute, sono scemate senza nessun avviso di scadenza sul tappo. Alla frase:

  • “Sono fidanzata” —“Io non sono geloso”
  • “Sono sigle per vocazione”—“Mi va benissimo così”
  • “Restiamo amici”—“Ti va una pizza, da amici?”
  • “Non sono la persona che credi”—“Io credo solo a quello che vedo”
  • “Sei un bravo ragazzo, meriti di meglio”—“Saprò essere solo cattivo con te”
  • “No, meglio di no, siamo troppo diversi e troppo uguali allo stesso tempo. Non potrebbe mai funzionare.”—“Gli opposti si attraggono e chi si somiglia si piglia!”
  • “Sei un tipo, ma non il mio”—“Non sono un tipo, sono un topone”
  • Grazie ma non mi interessi”—“Che St****a che sei!”

Ore 3:50, lui, sempre grazie a Mark Zuckerberg, scopro che si chiama Renato e, mi risponde: “Anche a me piacciono le ragazze, visto!! Abbiamo già qualcosa in comune!”

 

 

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