La muchacha sexy di Giggino.

I miei ultimi post troppo sdolcinati sono l’eccesso dei zuccheri e dei GNAM CHE BONTA’ di questi giorni. Tra pizze, dolcetti, torte alle fragole, fette di pane tostato con la Nutella, cocktail alla menta, amarena e tequila al cioccolato, le miei vene si son tutte otturate, e la cattiveria e i machedavvero non circolavano correttamente. Di otturato purtroppo, non ho avuto le orecchie e un MA-CHE-DAVVERO, è uscito fuori.

Standing ovation a lei, la nuova Muchacha, ai suoi addominali, alle sue chiappe tonde come i suoi seni a bomboloni Bauli. Alla moglie del grande Gigi -no non è la Seredova- parlo di Giggino cu na sigaretta ‘mmocca, Na mana dinta sacca, E se ne va, smargiasso, pe’ tutta cittá cu chella là, Annarella Tatangelo. La ragazza di periferia, che ora si è trasferita in riva al mare e lancia il suo tormentone estivo: “Muchacha“, brano firmato da Kekko dei Modà. Quello che cantava alla fanciulla che se ne stava coi conigli, e anche con i pappagalli verdi e gialli. E qua mi fermo. Anche se le orecchie già mi fischiano e so che tutti i suoi fan mi stanno maledicendo muniti di ago e bambola woodoo, quindi in mancanza di zuccheri anche io continuo a cantar miei cari muchachi tatangeli. La canzone parla di una donna intraprendente, che non ha paura di mostrare il suo lato più femminile e affascinante, di mostrare i tattoo sulla schiena, e due bombe dure al tal punto da poterci poggiare un piatto di spaghetti sopra e fare come Lilli e il Vagabondo, basta chinare un po’ il capo e il piatto è pronto e molto caldo ma, attenzione ai polpettoni. Dopotutto lei è bellissima e ha solo voglia di ballare tutta la notte, anche la mattina seguente, e la notte dopo e l’altra mattina ancora. Balla senza trucco né tacchi per sedurre l’uomo, ruba l’attenzione anche a quello che fa il tipo tronista, tutti cadono in tentazione, perché lei è una muchacha troppo sexy, e non caga nessuno, piuttosto, preferisce fare l’amore con il mare. Ma allora i bomboloni servono anche come salvagenti per l’alta marea? Vabbè, Anna è una donna multitasking, tanti complimenti a lei e al suo popò, di voce. Sicuramente dopo questi due giorni di balletto folle, mal di schiena, sale nei capelli e artrite ai piedi, dovrà cucinare la pasta e patate a Giggino e ricucire tutti i vestiti strappati del video della muchacha. A fine serata però Annarella avrà ancora voglia di cantare e Kekko Silvestre non riesce più ad ispirarsi con lei in babucce e mollettone tra i capelli. Tutti noi però non ci preoccupiamo, perché a ventisette anni Anna ha già vinto il festival più importante d’Italia, ha un amico Gay, e un marito scrittore, cantautore e presentatore televisivo. Non ci preoccupiamo se vuole ballare senza trucco, ma alla fine il trucco c’è e si vede, non ci preoccupiamo se vuole fare l’amore con il mare e rischia una denuncia per atti osceni in luogo pubblico. C_4_articolo_2055188__ImageGallery__imageGalleryItem_22_image


Dopotutto questo significa essere donne, essere contraddittorie. E l’attestato ci viene consegnano insieme a quello di nascita. Ci definiamo delle incomprese e ci offendiamo se i nostri uomini non ci massaggiano i piedi con le cipolle che friggono in cucina, siamo gelose della suocera ma comunque le rubiamo la ricetta delle melanzane con la cioccolata, e a Natale spendiamo 70€ per una tintura all’olio di oliva. Della serie gli uomini non ci capiranno mai (ma la colpa forse non è solo la loro) come ad esempio quella frase che quasi tutte pronunciamo a lui in una giornata di shopping e pochi spiccioli in tasca: “Le scarpe le prendo comunque. Mi piacciono troppo anche se già so che non le metterò mai. Ma le voglio avere”.

Io una strofa per Annetta che si ritrova a casa a fare la casalinga l’ho pensata, e me l’ha suggerita una sua amica che di cognome fa Ferilli: Annarella, beat chi so fa stu sofà!

Annunci