Siamo tutti ex di qualcuno o qualcosa!

Esistono uomini o donne stronze? Esistono uomini-donne-ex-buoni.

collagehhCome quando in TV c’è Kevin Costner che taglia il tonno con un grissino, lui, che è stato stronzo tutta la vita, atletico, ricco, macho, ora se ne sta rintanato in un faro e va a trovare le commarelle per mangiare una bella insalatina Rio mare blu, così, tanto per mantenersi leggeri. Infatti è passato molto tempo dalle passeggiate in una ValleVerde e una pubertà fà dal Borsalino sexy di Eliot Ness negli intoccabili. Di peggio c’è Antonio Banderas, che come amica si ritrova Rosita, la gallina del Mulino Bianco. Non lo ritroviamo più a ballare il tango, ora Antonino balla il Co-Co-CoRito.  I nostri adorati bellocci-stronzi a mangiar sano eliminano il colesterolo ma aggiungono una sillaba: Ex. Ex-bello. Ex-Tanghero. Ex-zorro. Ex-pettorale-scolpito. Ex-avventuriero. Ex-per-tutta-la-notte-mio.

In fondo il tonno con una bella insalatina e due olive è pure buono. Per non parlare di tutti i biscotti alla panna e al cacao che mangiamo la mattina. In fondo, ma forse non troppo, siamo tutti ex di qualcosa.

Di un sogno. Di un ruolo. Di una taglia in cui non entriamo più. Ex bambini che bambini – certe notti lo sono ancora. Studenti tra i banchi di scuola e al bar dell’università. Ex passeggeri di treni da cui abbiamo preferito scendere. Di un uomo o di una donna. Di qualcuno che a malapena riconosciamo in una foto. Ex innamorati. Amanti e amati. Ex -che bello che è l’amore-. Ex analfabeti. Dislessici. Ex more. Figli che a loro volta diventano genitori. Ex cognate. Amiche. Donne o maschiacci. Ex ventenni. Scrittori. Ex femministe. Modaiole. Ex vittime.

Ex. Senza sentire il bisogno di nascondere ciò che è stato e ciò che noi siamo stati. Con lui – il nostro passato.

Senza vergogna alcuna perché abbiamo capito che la vergogna è quella schiavitù a cui ci riduciamo quando non concediamo a noi stessi la possibilità di commettere un errore. Senza sentire irrefrenabile la voglia di mettere i punti e i puntini lì, dove andrebbe bene anche lasciare lo spazio, in bianco. Senza cancellare nulla e senza cancellare pezzi di noi. Di quello che si è stati con quella persona, di quella ragazza che eravamo e che a volte ci manca tanto. Ma sempre senza guardarci male e giudicarci e qualificarci. Semplicemente amando i ricordi, le persone con cui ci siamo mescolati, l’amore che abbiamo ricevuto, perchè questo diventa ex teneramente. Come la bambina che sognava sotto un piumone bianco con una torcia accesa ad illuminare le piume trapuntate, la ragazzina che ritroviamo ogni volta che ci avventuriamo nel freddo di alcune giornate o abbracci e si gela il sangue nelle vene.

hhhhhhhhhhhhh

Ma l’augurio che si continui ad essere ex, di qualcosa, di qualcuno ma soprattutto di noi stessi, perché esserlo vuol dire vivere senza paura di diventarlo, di cambiare e riscoprirsi.
Soprattutto la fiducia dell’essere il presente di qualcosa e di qualcuno, e in particolar modo di noi stessi.

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