Le mezze stagioni e le finite vacanze.

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Ho iniziato la giornata con Air- Moon Safari. Una tazza di latte al miele e fette biscottate con marmellata all’arancia, perché sebbene sia tra tutti il più inflazionato dei clichè è pur sempre mercoledì primo ottobre e oggi, almeno oggi, è il giorno della no-detox, come forse anche domani. Ho letteralmente oziato durante le vacanze (per me si sono prolungate fino a Settembre). Perché è per questo che sono fatte. Perché é questo quello di cui avevo bisogno. Null’altro.
Oggi prendo il treno e prima del lavoro compro un’agenda nuova, e questa è una cosa che mi mette sempre terribilmente di buon umore. Come le pulizie autunnali, il profumo di salsedine nel borsone di paglia ritrovato e il desiderio di indossare un maxi pul.

Tra la voglia di restare stesa al sole e una serata sul divano in compagnia di una commedia romantica. Tra un ghiacciolo alla menta e una tazza di tè bollente. Tra un costume verde smeraldo e il cappotto leopardato. Tra le passeggiate in bicicletta e le corse sotto la pioggia.

Ottobre.

Fuori c’è il sole e io sono in bilico tra due stagioni. In compagnia dell’abbraccio di un maglione di lana, di un cerchietto nero che mi riporta con la mente tra i banchi di scuola. Dei sandali, che dopo avermi accompagnato nelle serate trascorse in riva al mare, rivivo una seconda stagione con gli stivaletti in pelle. Aspettando che la prima pioggia fredda arrivi e la consapevolezza che alcune cose inizino solo con il freddo.

Come quando la pelle impallidisce e le mani diventano secche e delicate. Come quando la routine nevrotica quotidiana ha già preso il sopravvento e l’agenda non ha più un buco da qui a Capodanno. Come quando si va al cinema e poi al cinese e poi a mangiare una fetta di torta al cioccolato alle due di notte, perché la pancetta non si vede sotto i maglioni di lana ed è bello afferrarla in un abbraccio.
Ci restano le Finite Vacanze, o Fuck Vacantion (che dette in inglese hanno già un retrogusto esotico). Da spendere come quando e con chi vogliamo. Come un mercoledì sera a caso, in cui spegnere il telefono e dire “no” alla “to do list” e ritagliarci del tempo per noi. Per fare quello che più ci piace, anche se non è figo da “instagrammare” e non è così popolare da condividere su facebook: tramutare il nostro bagno in una SPA, ballare da soli per casa, mangiare sul divano alla Fantozzi, fare una telefonata di ore  all’amica del cuore, una passeggiata con il cane sul tramonto oppure semplicemente scrivere.