Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

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Palma botta.

Le stagioni di mezzo hanno una loro dignità, aiutano ad abituarti al freddo pungente o all’estate troppo afosa. Così come le storie d’amore di mezzo. E gli amori in autunno stanno come le foglie sugli alberi.

AutumnOde al cielo d’autunno, ai biscotti di castagne che sanno esattamente di castagne. Al vino rosso, che al riparo dal vento sembra più dolce. Ode alle domeniche pomeriggio trascorse con il plaid sul divano. Alla vellutata di zucca e zenzero per cena. Ode alla coperta sulle gambe nude e alla tazza di tè tra le dita.
Alle confidenze alle tre di notte in macchina, alla voglia di marmellata di arance a colazione. Ode all’odore della torta di mele e quello della pioggia che tarda ad arrivare e che poi ti sorprende tra le persiane chiuse. Allo smalto viola e al fard dorato. Ode ai calzettoni grigi con i pantaloncini da running che è subito “divisa autunnale”.

Cadono le foglie, ma noi nonostante tutto restiamo in piedi. Noi, che guardiamo le nostre ombre camminare unite sotto i lampioni e ci chiediamo da quando siamo un Noi. Crescono le violette insieme ai miei capelli. Soffia forte il vento e tu, ti prego avvolgimi in un cappotto che abbia l’odore di nocciole caramellate calde. Offrimi un giro in treno o mandami un bacio dall’altra parte del finestrino. Fatti spiare dalla finestra mentre mi aspetti in macchina e accendi la tua sigaretta. Scioglimi i capelli. Le spalle. I pensieri. Con le tue mani. Baciami come cioccolato fondente sotto la lingua. Fammi vedere la luna, perché sembra quasi che io possa toccarla ed averla.

Le mezze stagioni sono di passaggio, romantiche e solitarie. Sono quel libro che leggi a metà e poi lasci sul comodino, con il segnalibro a vista per ricordarti fin dove sei arrivata e per non dimenticare che metà strada ti ha già emozionata, consumata, cambiata. Le mezze stagioni sono difettose, scompaiono dietro la malinconia tutta autunnale, come la tensione che tra qualche mese ci saranno solo rami secchi o la paura di un animo rivolto verso l’indeterminato e la voglia di ciò che non si ha.

Ode a noi soldati in amore e nella vita, a noi donne trascinate in un’assurda condizione umana.

E si sta, fragili tra conflitti assurdi, si sta, condannati al freddo che arriva puntuale, si sta, coraggiose tra le strade di notte, si sta, troppo tempo a pensare ai se e ai ma, si sta, immobili ad aspettare il coraggio di osare, si sta, esposti a questo nuovo vento e alle critiche. Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

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