Vorrei il tempo, tutto per me.

Capita che da qualche mattina, io, mi svegli con l’ansia, e capita puntualmente appena il sole sorge che i miei desideri si moltiplicano, ma tra tutti i vorrei e tra tutti i desiderata c’è sempre il tempo.

Capita che se e non ci fai attenzione quasi corri il rischio di dimenticarlo in mezzo a quella improbabile collezione di intimo e scarpe che in realtà non hai mai il tempo di indossare, con questo non sto dicendo che cammino scalza e che non indosso la biancheria, ma capita che dimentico il reggiseno e le mie Prada con il tacco a spillo. Perché quello che vorrei e che mi augurerei è solo quello, nulla di più. Impacchettarmi ed infiocchettarmi come fossi una modella di Victoria Secrets e sentirmi stupenda.a5628b3a1817dc5a5f05951c362ec70f

Le cose preziose hanno bisogno di tempo. Quello per fare e disfare, borsoni ed itinerari per viaggi immaginari e quelli che poi arrivano all’improvviso. Di andare a fare il visto per il Giappone. Il tempo per fermarmi e che non sia per forza imposto da un calendario che mi ricorda che oggi è domenica e posso dormire fino alle 13:00.

Il tempo di fare, ciò che veramente mi va di fare.

Il tempo per essere amato e per amare sperando che arrivi il tempo in cui i due tempi decidano di incontrarsi. Il tempo di giocare. Di pensare. Di imparare a cucinare con la mamma e vorrei cominciare da quei favolosi crocchè di patate, provola e l’ingrediente segreto. Di partire e di tornare, perché io sono una che torna solo per ripartire. E tra una partenza e un arrivo di andare a Salamanca che mi manca da matti. Il tempo per dare il giusto spazio alle cose, comprese le mie scarpe che il prossimo giorno di pioggia mi tocca ordinarle. Quello dei risvegli in mezzo alle tue braccia che dovrebbero essere di più. Il tempo di mettere un paio di Nike ai piedi e andare a correre con il mio sound. Di cenare e bere e parlare con Angelica e Anita e Ivana sul divano e se ci va di restare a dormire con i bambini. Il tempo per imparare bene l’inglese perché io gli inglesi non li trovo sexy, ma gli irlandesi si. Quelli con i capelli neri un po’ scompigliati e gli occhi grandi e le ciglia arricciate e quel look sempre trasandato con le camicie che poggiano perfettamente sui pettorali. Il tempo per dipingere che è una vita che non tocco un pennello che non sia quello per sfumare l’ombretto nero sugli occhi prima di una cena. Il tempo per credere e pregare, che non lo faccio mai, eppure una volta mi chiamavano “La Santa”. Io che alle nove e mezza di mattina sono già in ritardo sulla tabella di marcia. Quello per scrivere che è quello che più mi piace fare. E se potessi io lo farei sempre. Il tempo per giocare, e lo so che l’ho già detto ma ho voglia di saltare sul letto, di nascondermi dentro un armadio, di salire su un albero e sentirmi Alice o di provare i gioielli di mia madre e andare in giro come Madame Bovary. IL tempo per andare a mangiare una pizza con Salvatore che chissà poi quando lo rivedo. Di ballare, abbracciata a te o da sola quando mi mancherà il tuo profumo tra il tuo collo e il mio naso. Quello per ricordare, senza dovermi appuntare le cose su una mano. Il tempo di fare il coast-to-coast percorrendo strade deserte, terreni rossi pieni di ulivi e mangiando un mega Kebab sotto la pioggia e dormendo in quei B&B proprio come nei film. Quello per dormire-svegliarsi-riaddormentarsi.

E se avessi tutto questo tempo giuro che mi metterei anche a cucire i buchi ai calzini. E andrei a fare benzina. Ma oggi è giovedì e domani è l’ultimo di ottobre e c’è tempo, per fare tutto questo e anche di più.

Capita che mi svegli anche con la consapevolezza che sto diventando grande, ma io, ancora non ho smesso di chiedere del tempo per fare tutto quello che mi piace, come pubblicare un nuovo post!

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