Mi prendo, comprendo e sorprendo

Gesualdo Bufalino aveva il dubbio se dopo tanto discorrere, le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese.

amore

Noi donne desideriamo essere: PRESE, COMPRESE E SORPRESE, ma questo Gesualdo forse lo sapeva già, siamo noi donne a sottovalutare sempre una delle tre opzioni, a preferirne una il lunedì e l’altra la domenica. Siam fatte così, siam fragili e forti, erotiche ed eroiche. Diventiamo tristi e ci stanchiamo a lottare contro la forza di gravità e non importa quanti squat tu faccia, o quante volte tu stringa le chiappe, quante creme usi: il culo prima o poi cede e quel giorno è bene che tu ti faccia trovare pronta. Ci saranno sempre braccia che ti tireranno i piedi e i lembi dell’anima, ci sarà sempre quella paura di crescere e la domanda che arriva subito dopo le prime rughette: Ma da quant’è che son diventata grande? Da quant’è che rinuncio alle emozioni per paura?

Ho deciso di somigliare solo a me stessa. Di essere lunatica, malinconica, spregiudicata, meravigliosa, coraggiosa e nebulosa. Di esserlo contemporaneamente per un ora o magari solo il giovedì. Ho capito che forse nonna non aveva tutti i torti quando mi diceva che mi sarei pentita di quella massa di capelli bagnati sul collo da maggio a ottobre: io che vado più spesso dall’osteopata che da Zara. Ho iniziato a collezionare scarpe e ancora non ho smesso. E ho iniziato a collezionare anche biancheria e ancora non ho smesso. E il combinato delle due cose ha determinato che abbia iniziato a collezionare anche drammi sentimentali quindi è bene che mi faccia due domande.

Ma cosa sarebbe l’amore senza un dramma, senza un pianto alle tre di notte mentre torni a casa da sola e ti riprometti che non capiterà mai più. Cos’è l’amore senza il desiderio, senza il cambiamento, senza una playlist in auto che ti penti di aver lanciato fuori dal finestrino. L’amore dove il sentimento e la delusione si esprimono al meglio. Cos’è l’amore senza una Me con la paura. Di perdere, di cambiare più velocemente delle mie acconciature, di una me con la paura della gravità. Dell’attrazione innata verso tutte le forme e i corpi e i colori, di quella forza gravitazionale che spesso mi incanta e mi perde e sperde.

Ho appurato che tutto è un aforisma. Una verità detta in poche parole – epperò detta in modo da stupire più di una menzogna -. Ho appurato che non c’è nulla che duedonna strada aspirine, un piatto di carboidrato violento, un pianto terapeutico e un giro di shopping non possano risolvere. E non c’è giornata che alla fine non volga al termine. Ho capito che il sesso è come cenare con una tazza di latte freddo e caffè e una busta intera di Pan di Stelle, senza nessun timore di ingrassare. Che la vera trasgressione è fottersene e restare a casa anche quando c’è “una serata che non puoi perderti“. Ho deciso che spenderò i miei soldi in viaggi e che, quello da sola ci sarà.

Ho smesso di supplicare: Dio o chi per lui, gli uomini, l’universo, il destino e anche me stessa. E di mettere la crema prima di andare a dormire.
E con fierezza mista a incredulità posso dire: anche da sola mi prendo, comprendo e sorprendo.

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