L’amore è intimità mista al mistero.

amourCosa io so sull’amore? Un’emerita  minchia. Quello che ho imparato è che se non senti il cuore in gola quando lui non è con te, quando è lontano 800km, quando le sue mani sono i tuoi occhi, forse l’amore sì è davvero una minchiata.

Non so se sono la donna giusta, e non lo so, se sei l’uomo giusto, ma a me non importa. Di giustezza ne so abbastanza per dirti che a questo punto mi va bene anche lasbagliatezza, se la sbagliatezza sei tu. Mi importa solo cosa mi farai sentire.

Perché quando sono con te io prima sento la voce, poi la risata, poi il tuo odore, le mani e le braccia, poi i tuoi pensieri e tutti gli inceppamenti e le intermittenze, poi sentirò la tenerezza e l’appartenenza, e la voglia di farti del bene. Questo sentirti succede, ed è così magico. Non so se sarà amore quellocheduratuttalavita. Sarà prepotente. Succederà ancora e poi di nuovo come il primo giorno, come quando in macchina soli io e te, tu sorridi e mi chiedi di non fare domande, che la luna piena illumina anche sopra i vetri appannati e segna i tuoi nei sul petto.

Mi piace pensare che l’amore sia calore, come quando prima di uscire poggi il pigiama sul termosifone, quel calore lì, che ti abbraccia nelle notti, anche se io preferirei che tu non indossassi mai il pigiama, mi ammazza l’ormone. Se fossi in te, uomo, barbuto, con un naso che sembra schiacciato dal cuscino, con due occhi chiari e piccoli, che si emozionano nel vedermi stesa su di te con questa canzone qua, che ascolto ormai da due giorni, se fossi in te non penserei alla donna giusta, a quella che adora la maionese e non mangia cipolle, se fossi in te mi stringerei, forte, come se il mio corpo dovesse entrare nel tuo, per portarmi in ogni dove, a respirare, ascoltare, toccare tutto quello che tocchi tu. Se fossi in te, sentirei tutto quello che ho scritto, perché tutto questo è già accaduto. E lo so che io e te si rischia di fare la fine dei leocorni, persi tra città lontane, a sognare un’abbraccio, in una notte, con quella canzone.

Ciò che conta è la verità che ognuno racconta a se stesso. Quella che non fai vedere ma che sai che c’è, quella che parla e farfuglia con il vino, che si legge sul tuo sorriso come quando io, a venticinque anni compiuti, rido ancora come una bambina, e gli occhi mi si rimpiccioliscono e nasce una fossetta sulla guancia destra. La verità che hai voglia di urlarmi quando io mi sento tradita da te, quando sono gelosa e vorrei essere ceca, quando sbaglio un congiuntivo e parlo l’italiano solo se immagino di stare alla tastiera. Ciò che so sull’amore è che è bellezza, scompiglio, imperfezione e musica e ne ho voglia oggi, domani e ieri. Che è intimità mista al mistero e che viene naturale, che è pieno di io e te, in nome di un noi che è tale solo quando vi è spazio per entrambi.

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