Nuda tra subordinazione e trasformazione

alda meriniQuelle come me non sono mai state facili da gestire, sembrano semplici, dagli occhi grandi, piccole. Ma quelle come me fluttuano, con una sigaretta tra le dita e il volante sotto l’altro palmo. Quelle come me non guariscono, fingono, ci provano, hanno continue visioni e forse sono un po’ pazze. Quando le vedi con le guance rosse dall’imbarazzo o dalla paura o dal calore del camino han sol voglia di finire alla merce di chi ci sta vicino. Forse quelle come me sono troppe o nessuno. Ma sono nude.

Ed è così che dovrebbero essere le donne, gli uomini, tutti. Nudi dalle paure, dalle remore, dai pregiudizi che ci regalano ogni volta che abbiamo coraggio. Nuda e felice. Allo specchio, con quella curva in più, che non è altro che il ricordo di quella volta che hai ordinato una seconda pizza. Nuda dall’altra parte dello schermo, perché le luci al neon possono scaldare e bruciare anche 814km. Nuda con lui, come una ragazzina, come quando hai il timore di piangere non solo in una sala di un cinema. Nuda e più timida e più sfrontata. Nuda con te stessa, con tutti i tuoi lati sbagliati.

C’è che quelle come me non smettono mai. Costruiscono muri di argilla e aspettano la crepa. Un solo spiraglio, sereno, cupo, o semplice e candido, acido e colpevole, un foro come quello che ti ritrovi in mezzo al cuore o dietro al culo. Quelle come me scelgono anche e soprattutto la notte per essere nude, per sfamare tutte le voglie che ardono, per essere frivole, squallide e sagaci. Nuda e un po’ ballerina, un po’ bandiera che si fa trasportare dal vento bruciante. Da quelle parole che solo le pazze sentono, poche parole che sussurrano un’intimazione, NUDA, tra subordinazione e trasformazione. Ovunque. Senza il bisogno di sentirsi compresi e amabili o offesi e succubi di demoni. Nudi come gli eroi e le puttane. Perché sono loro i veri pazzi. I barboni. Gli immigrati. Le violentate. I poeti. La gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle e riesce a “sentire gli odori e le cose. Catturare l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.”

Quelle come me quando sono nude sono infinite. Come quel momento in cui sei sott’acqua, intorno a te il silenzio, la luce filtra dalla superficie e senti solo i tuoi battiti che si mescolano al tuo respiro, ovattato. Ecco, questo io penso sia l’infinito, l’essere nudi.

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