Maledetta benedetta primavera

primavera donnaA volte la percepisco, la mancanza d’aria.

Il polline, il calore che si fa colore sulla mia pelle, l’aspirinaC sotto la lingua. Le mani secche e i capelli sempre a cazzoia.

A volte la maledico la primavera. Senza più aspettative e baci, di quelli lunghi, quelli sotto i piumoni che ti fan creare i calori. A volte la maledico la primavera perché il prato cresce senza nessun giardiniere sudato e pompato che ti rasa l’aiuola, per conservare le merde del cane e anche noi, che ci lasciam cadere tra le primule, e ci nascondiamo.

Aspettiamo, che è evidente che a molti, piace farlo, e non solo quando siamo alle poste. Lasciamo il tempo scorrere come fosse acqua dal rubinetto, ci arrendiamo un po’, ipnotizzati, ma bastasse la semplice pressione di una mano per cambiare il corso delle cose. Ammirare le stelle con una birra ghiacciata e una voce 800km lontana, che ti sorprende, innamorata, ancora una volta. Svegliarti sudata, assecondare la giornata che diventa vita e poi, in un attimo, destino. Raccontarsi una piccola bugia, racchiuderla in un libro e aspettare, un altro po’, questo mondo che non è mai stato tenero con i visionari. Con chi ha provato a pensare possibile ciò che i più nemmeno vedevano.

Ma con il coraggio del fare a volte si. Tenero, fiducioso ed incoraggiante lo percepisco nell’aria.

E allora maledetta e benedetta la primavera. Con le gambe color latte e le scarpe di pezza. Con i campi di soffioni: Andiamo a soffiare i desideri! Voglio un cinese che mi prepara il tè alle 8:00 di mattina, voglio che il mio pesce rosso nuoti contro corrente-sciacquone come una carpa. Voglio prendere un treno anche per comprare le margherite. Voglio zucchero filato e pop-corn a pranzo. Voglio ascoltare Believe dei Mumfords & sons fino a consumare le note e le parole. Sviluppare qualche foto per far sì che i ricordi non siano racchiusi soltanto nella cartella gialla di un computer, ma rivivano sotto i nostri occhi ogni giorno. Desidero desiderare perchésono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.

Perché nella vita c’è bisogno che t’ami, e per trovare chi t’ami basta esprimere un piccolo desiderio.

L’augurio di un venerdì e di una primavera da favola a tutte voi.

soffionipalazzo rosadonna bellissima

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